Chi Siamo

Oggi, l'Unione Femminile è un'organizzazione che si rivolge alle donne e offre loro formazione, momenti di preghiera e occasioni di riflessione sul ruolo della donna nella società e nella Chiesa di oggi. Alla sua guida un gruppo di lavoro di cui fanno parte Beatrice Brenni e Corinne Zaugg.

img1La storia

Il ramo femminile dell'Azione Cattolica Ticinese è l'unico ad aver proseguito ininterrottamente, dalla sua fondazione ai giorni nostri, la sua attività assorbendo i contraccolpi della crisi dell'associazionismo cattolico del post-Concilio. L'atto costitutivo dell'Unione Femminile Cattolica Ticinese (UFCT) è del 24 ottobre 1920, ma già in passato erano presenti ed operanti in diocesi gruppi di donne cattoliche. Quando a Lugano si tiene il Congresso costitutivo, dieci sono i Circoli femminili già esistenti. Nella Svizzera interna, le organizzazioni cattoliche femminili operavano già da tempo, prima all'interno dell'Associazione Popolare Cattolica Svizzera, poi attraverso la Lega svizzera delle Donne Cattoliche (Frauenbund, 1912).
Ed è soprattutto sulla spinta di quanto avviene nei Cantoni tedeschi che anche in Ticino ci si avvia a dare una struttura all'opera femminile. Il primo lavoro fu dunque di organizzazione e di propaganda: furono redatti gli Statuti, spedite circolari a tutte le parrocchie chiedendo l'adesione delle associazioni femminili esistenti, istituito un segretariato permanente con tanto di sede, realizzato un distintivo sociale in 10 000 esemplari col motto In Cruce gloriantes. La prima presidente è Maria Viglezio Bianchi di Lugano.
L'8 gennaio 1922 nasce il quindicinale Spighe al Vento, organo sociale, e una volta all'anno viene pubblicato l'almanacco ticinese illustrato Ore in famiglia. La prima assemblea si svolge a Lugano il 25 giugno 1922: viene eletta presidente Eva Moroni Stampa (fino al 1925). Sorgono intanto le sezioni Crociate (6-12 anni), Aspiranti (12-16 anni) e Propagandiste, e trenta delegazioni regionali, mentre si dà il via alle Settimane sociali dell'UFCT. Si intensifica la lotta contro la "moda invereconda" e a sostegno della votazione popolare per una legge restrittiva del ballo; si dà impulso alla diffusione di buoni libri e si promuovono corsi di economia domestica. L'attività è intensissima e varia, e tale resterà per molti anni. Il ramo femminile si può ben considerare il fiore all'occhiello dell'Azione Cattolica Ticinese, al punto che sia la Lega Uomini, sia la Gioventù Cattolica Ticinese prenderanno esempio dalle iniziative dell'Unione Femminile per rilanciare opere, in particolare in campo caritativo e assistenziale.

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