Maria von Wedemeyer

Wede

«Fortunatamente tu non scrivi libri, ma fai, sai, riempi con la vita reale ciò di cui io ho solo sognato.”

-D.Bonhoeffer-

Maria von Wedemeyer: la fidanzata e la matematica

Maria ha solo dodici anni quando incontra Dietrich Bonhoeffer per la prima volta: egli infatti è pastore luterano e prepara i fratelli di Maria alla Confermazione. Quando si rivedono sei anni più tardi, si innamorano: lei ha appena perso il padre e il fratello a causa della guerra, lui ha 37 anni ed è già un teologo brillante perseguitato dal regime nazista. Bonhoeffer é colpito da questa giovane donna dall’intelligenza viva, che emana freschezza e possiede una serenità che le arriva dal profondo. I tempi sono quelli più bui della storia europea, Dietrich è coinvolto nella cospirazione contro Hitler e viene arrestato e imprigionato dalla Gestapo. Maria e Dietrich si scrivono, superando la censura del carcere e il parere contrario della madre di lei. Ma in uno scritto dell’aprile del ’43 si impegnano ufficialmente e si fidanzano. Maria si spende giorno e notte nell’assistenza ai malati e agli sfollati di guerra e appena può si reca da lui in carcere per i rari colloqui concessi e matura pian piano, sempre in dialogo con Dietrich, una statura spirituale propria: “Io vorrei conoscere tutte le direzioni e le vie, per poter trovare la mia (via verso Dio), ma me la devo cercare e costruire da sola, e non posso seguire sentieri già battuti”.Quando Dietrich è giustiziato dal regime, qualcosa si rompe anche dentro di lei, ma reagisce e prosegue anche nella ricerca di “una sua via”.Nel 1948 parte per gli Stati Uniti per continuare gli studi di matematica iniziati a Gottinga e già nel ’49 sposa Paul-Werner Schniewind e ha due figli: Christopher e Paul. Poco dopo il matrimonio si converte, assieme al marito, alla chiesa anglicana (la “sua via” verso Dio). Inizia a lavorare come statistica e poi come matematica nel campo della nascente informatica. Ma il matrimonio purtroppo si sgretola, Schniewind torna in Germania e Maria resta sola in America con i figli, si risposa una seconda volta ma anche questo matrimonio fallisce. Sempre più sola, si trasferisce a Boston dove inizia a lavorare nell’azienda di produzione di computer Honeywell. La sua carriera prosegue fino a diventare l’unica dirigente donna nel settore tecnico dell’azienda. Sempre pronta ad aiutare chi si rivolge a lei, mantiene anche sempre uno stretto legame con la famiglia in Germania. Solo nel 1967, pur dichiarandosi sempre “incredibilmente vulnerabile riguardo a Dietrich e al mio rapporto con lui”, rende pubblico parte del suo carteggio con Bonhoeffer, riconoscendone l’importanza storica e teologica. Muore di cancro il 16 novembre 1977, a soli 53 anni, lasciando a noi la sua testimonianza di vita intensa e autenticamente umana. La raccolta completa delle lettere è pubblicata postuma, 15 anni dopo la sua morte, dalla sorella maggiore Ruth-Alice von Bismarck, che confessa: “Maria era la più bella di noi (sette fratelli)”, riferendosi alla sua interiorità.

Sitografia:

http://www.glistatigenerali.com/questioni-di-genere_storia-cultura/la-fidanzata-di-bonhoeffer/

http://www.dietrich-bonhoeffer.net/bonhoeffer-umfeld/maria-von-wedemeyer-weller/

http://www.brot-und-rosen.de/detail.details+M5bbd4eecc64.0.html

Bibliografia:

Dietrich BonhoefferMaria Von Wedemeyer, Lettere alla fidanzata — Cella 92 (1943-1945), Queriniana , Brescia 2012

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