Adrienne Von Speyr

 

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L’incontro con Adrienne Von Speyr può essere scioccante: prima donna a esercitare la professione di medico in Svizzera, sposata due volte, convertita al cattolicesimo dal protestantesimo, mistica e autrice di tante opere di spiritualità e teologia, deve la sua notorietà anche alla profonda amicizia spirituale con il teologo gesuita Hans Urs Von Balthasar.

Adrienne nasce a La Chaux-de-Fonds il 20 settembre 1902. Il papà è oftalmologo e la mamma discende da una famosa famiglia di orologiai. Fin da bambina vive intense illuminazioni: essa racconta di una visione mistica con S.Ignazio di Loyola a sei anni e in particolare di un misterioso incontro con Maria a quindici anni. Non è spaventata da queste esperienze ma se ne domanda il senso e ne vive il disagio nella sua confessione protestante. Il padre la porta spesso con sé in ospedale, luogo dove Adrienne coltiva la vicinanza ai malati al punto da decidere di voler alleviare la sofferenza studiando lei stessa medicina. Purtroppo con la mamma la relazione non è così serena: ella non appoggia né le sue scelte concrete né la sua visione religiosa del mondo. Il loro rapporto è così teso che dopo morte del padre, Adrienne si ammala di tubercolosi e viene mandata in sanatorio a Leysin ma a causa delle cambiate condizioni economiche, la mamma non paga le cure:   ”Finalmente appresi, nel più profondo di me stessa, cosa significa essere un mendicante”. Si raccoglie in preghiera e questa esperienza la avvicina ancora di più a Dio. Durante una vacanza incontra Emil Dürr, un professore di storia, vedovo con due figli e accetta di sposarlo. Dopo soli sei anni resta vedova, si prende cura dei due figli di Emil. Ma ecco che arriva una nuova inaspettata proposta: Werner Kaegi, allievo di Dürr le chiede di sposarlo. Adrienne accetta coscientemente e serenamente. Allo stesso tempo intensifica la sua personale ricerca del profondo nell’ambiente protestante ma quando incontra, nel 1940, il gesuita Von Balthasar si converte al cattolicesimo. Da questo momento una vera inondazione di grazie mistiche si riversa su Adrienne, come una tempesta che la sconvolge. Grazie ottenute soprattutto durante la preghiera oltre la quale viene trasportata verso qualche luogo e tempo imprecisati. Von Balthasar raccoglie le sue ispirazioni e le inserisce nella tradizione della Chiesa. La loro è una vocazione “a due voci” e ha il suo modello archetipo in Maria e Giovanni. Questa nuova situazione non la distoglie dall’azione: essa continua la cura dei poveri e degli ammalati e l’attenzione amorevole verso la sua famiglia. Con Von Balthasar fonda l’istituto secolare la Comunità di San Giovanni. Ma non le viene risparmiata la croce: si ammala gravemente, vive sofferenze pesanti e diventa cieca. Nel 1954 abbandona la pratica medica: è talmente malata che i medici si meravigliano della sua sopravvivenza. Riceve il dono delle stimmate; muore il 17 settembre 1964, giorno della festa di santa Ildegarda, anch’essa medico e mistica. Di Adrienne ci restano numerose opere ( di cui alcune scritte e la maggior parte dettate).                      

Con ciascuno egli (il Signore) può da solo entrare in rapporto, in un rapporto per il quale in un primo momento egli solamente ha pronunciato la parola sì. Lo ha posto come sua creazione — e questa posizione è la grazia, la quale precede ogni movimento e risposta dell’uomo — ma nel suo sì all’uomo vi è già incluso, come un germe vivo, latente, anche il sì dell’uomo: nell’unilateralità della chiamata vi è già la bilateralità dell’incontro.” da Tre donne e il Signore, Jacabook, 2014

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