domenica 2 febbraio 2020: Presentazione al tempio di Gesù (Lc 2, 22-40)

205 050 2019 Collegio Montserrat Barcellona Spagna parete destra Presentazione al tempioD

Dopo poco più di un mese dalla nascita di Gesù, Maria e Giuseppe portano il Bambino al tempio, per presentarlo al Signore.

Ad attenderli una coppia di anziani innamorati di Dio: Simeone, che é “un uomo giusto e pio” e che aspetta la consolazione d’Israele. Lo Spirito Santo é sopra di lui. E Anna, la profetessa, ottantaquattro anni e vedova, che ha fatto del tempio la sua casa, luogo dal quale custodisce la storia del suo tempo e non smette di coltivare la speranza e dove vive in contemplazione e attesa. Il Bambino passa tra le braccia dell’uno e dell’altra, tra stupore, carezze e sorrisi. Simeone, vedendo e riconoscendo Gesù prorompe in un canto di gioia irrefrenabile: la pienezza che l’incontro gli suscita, lo fa sentire già in paradiso, ora può anche morire. Benedice i genitori, che pure sentono di vivere qualcosa che li supera, che ancora non comprendono, che ancora non sanno. All’amore si accosta il dolore: a Maria Simeone dice parole difficili e grandi: questo suo figlio è venuto per molti, per la caduta e la resurrezione e sarà segno di contraddizione. Solo una mamma capisce quanto questo può essere vero, per ogni figlio, e solo una donna come Anna, che appare nel racconto dopo questa rivelazione, in quell’ora, può riportare luce e speranza nel cuore della giovane madre. Una speranza che trabocca dal tempio, espandendosi anche all’esterno, raggiungendo “quanti aspettavano la redenzione di Gerusalemme”: sì una spada trafiggerà il cuore di Maria, ma quale grande libertà e gioia saprà portare al mondo questo bambino!
Simeone e Anna: anziani, laici, coltivatori silenziosi dello Spirito vivono un tempo sentito ultimo, tanto che Simeone si dichiara pronto a morire, ora che “i suoi occhi hanno visto la salvezza”. Un tempo ultimo reso fecondo dall’attesa della vita più che della morte. Un’attesa accogliente, nutrita di digiuni, di preghiere, di servizio, di ascolto, che ha permesso ad entrambi di accorrere al tempio proprio nel momento giusto perché potesse avvenire l’incontro della vita.

 

 

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